SMART, acronimo di "Swatch Mercedes ART" è la base di partenza per raccontare la storia di questa vettura che a dispetto di una gestazione lunghissima ha finalmente visto la luce nel 1998. La MCC (Micro Compact Car) o City-coupè, come viene anche chiamata, può essere considerata a tutt'oggi una delle auto più "Strane" in circolazione, non solo come idea e dimensioni, ma anche in fatto di costruzione, meccanica, allestimenti e non ultimo, commercializzazione.Per scoprirlo, mettetevi comodi. Quello che seguirà è il racconto da appassionato, prima ancora che di proprietario, su un'auto senza mezze misure che si ama o si odia. Da che parte sto? Beh...il mio cuore è già stato conquistato! :-) L'idea di una vettura di piccole dimensioni, non è una novità nel panorama automobilistico mondiale. Stando ai dati di vendita, sono proprio le vetture dei segmenti A (Citycar) e B (piccole) a spartirsi, ogni anno, la fetta più grossa delle auto immatricolate in Europa. Non è da meno il Giappone, da sempre abituato a convivere con traffico caotico e poco spazio destinato al parcheggio del veicolo stesso. Da qui, per loro, la necessità di realizzare vetture piccole di dimensioni e cilindrata, aiutati da legislazioni che premiano la "miniaturizzazione" dell'auto. Fortunatamente, in Europa, non siamo ancora a simili compromessi. Ma è proprio qui, nel "Vecchio continente", più precisamente a Hambach in Francia, che viene prodotta una delle più piccole vetture attualmente in produzione, la Smart. Originariamente nata dalla collaborazione tra Mercedes-Benz e Hayek, patron della Swatch, il progetto è poi passato interamente nelle mani della casa con la stella a tre punte dopo diverse traversie economiche. Sotto l'ala Daimler-Chrysler la MCC, inizialmente accolta con freddezza, ha iniziato una lenta ma incessante accelerazione nelle vendite, tale da garantirsi, a tutt'oggi, una produzione di oltre 100.000 veicoli l'anno. Il grosso di questa fetta viene assorbita prevalentemente in tre paesi: Germania, Italia e Francia con una crescente domanda anche sul mercato Britannico.

500
Fiat 500

Auto di questo genere, però, sono state alla base della mobilità nel secondo dopoguerra. In Italia i più penseranno alle gloriose Fiat 500 o 600, oppure alla Isetta, prodotta su licenza anche in Germania con il marchio BMW.

isetta
Isetta

Si trattava di una vetturetta a tre ruote, spinta da un bicilindrico che erogava una decina di cavalli e con una cilindrata inferiore ai 250 CC. Abitacolo a due posti e dimensioni contenutissime (addirittura 2,3 metri di lunghezza). L'antesignana della Smart?
Ad una prima occhiata, viste le dimensioni, si direbbe proprio di si. Ma a ben vedere il concetto dell'MCC non si limita ad essere un'auto da città o semplicemente utilitaria. Bensì una "piccola", funzionale ma non povera e nemmeno poco costosa. Daltronde il prezzo di vendita lo testimonia, così come i contenuti tecnici e gli equipaggiamenti non propriamente "normali" per un'auto del genere. Motore tre cilindri turbo Mercedes-Benz di 600 cc. benzina con doppia candela di accensione oppure diesel CDI, entrambi accoppiati ad un cambio automatico o automatico-sequenziale. ABS, Trust (sistema che controlla la perdita di aderenza dell'auto), 2 air bag (in opzione anche laterali) la possibilità di montare climatizzatore, sistema di navigazione satellitare e una miriade di altri accesori. Insomma, niente di analogo sull'attuale mercato internazionale. A conti fatti la Smart è unica nel suo genere.

Ma questi sono solo alcuni degli aspetti straordinari di "MCC". L'albero genealogico ci dice che la "City-coupè" nasce con l'intento di essere rispettosa dell'ambiente. E lo fa partendo dalla fabbrica di Hambach dotata di strutture quali l'impianto di depurazione ecologico delle acque trattate o il reparto di verniciatura con polvere priva di sostanze nocive. La stessa azienda è incentrata su una produzione "Just in time" che garantisce grande flessibilità e mancanza di stoccaggio grazie a fornitori presenti in loco. Da una struttura di questo livello non poteva che nascere una vettura la quale, terminato il ciclo utile di utilizzo, è composta da materiali che ne consentono un riciclaggio di circa il 95%.



Ma come nasce Smart?

Sicuramente da un'attenta ricerca sull'utilizzo dell'auto e dei problemi legati al traffico. Daccordo, ma perchè due posti per 2,5 metri di lunghezza?

Se guardiamole statistiche, le auto che circolano per andare al lavoro sono occupate in media da poco più di una persona, 1,2 per essere precisi. Questo vuol dire che la maggioranza delle auto omologate per 4, 5 o più passeggeri viene principalmente utilizzata al 20% delle sue capacità. Inoltre lo spazio accupato da vetture "normali" potrebbe raddoppiare se si utilizzassero piccole vetture come la MCC. Nelle metropoli sarebbe un enorme vantaggio, vista la scarsa reperibilità di parcheggi.

E' ovvio però che i pregi della Smart sono anche i suoi più grandi difetti. Quest'auto non è pensata per chi ha famiglia, o almeno non come prima macchina. La city-coupè è una valida proposta per chi dispone già di una vettura di discrete dimensioni ed è consapevole che un'altra vettura, ritenuta necessaria, servirebbe principalmente al solo conducente per i suoi spostamenti

 
Smart, 2.5 metri di praticità

Non riteniate però la Smart incapace di assolvere il ruolo di vettura unica per un single o una coppia di persone. Come vedremo, dimensioni piccole non vogliono dire minori prestazioni o limitato raggio d'azione. La particolarità dei "soli" due posti ha permesso di realizzare un abitacolo estremamente ampio e sfruttabile. Chiunque salga per la prima volta sull'MCC ne apprezza lo spazio, definito spesso abbondante.

Lo sviluppo della Smart ha seguito uno schema proprio, lontano dai concetti "tradizionali" di autovettura. La scocca non è solo elmento portante e base per l'allestimento del veicolo, bensì rappresenta un tratto distintivo nella linea del veicolo. La cellula di sicurezza, chiamata "Tridion", assieme ai pannelli della carrozzeria "Bodypanels" sono alla base della semplicità costruttiva con un occhio di riguardo a costi e sicurezza.

La stessa "Tridion" riveste un ruolo fondamentale per la sicurezza degli occupanti dato che le dimensioni dell'auto non consentano ampie zone di deformazione come su un'auto tradizionale. Alla cellula, realizzata in acciaio ad alta resistenza si affiancano le zone a deformazione programmata nella parte anteriore e posteriore. Quest'ultime permettono si mantenere intatta "Tridion" fino ad utri di 15 Km/h e di sostituire le parti danneggiate senza intaccare la cellula d'acciaio. Inoltre, viste le dimensioni contenute dell'auto, negli scontri vengono spesso coinvolte ruote e sospensioni che nel caso della City-Coupè sono elementi attivi che aiutano ad assorbire l'energia d'impatto. Come per la Mercedes-Benz classe A, anche la Smart adotta la costruzione a "Sandwich" consistente nell'alzare il piano di seduta rispetto ad un'auto tradizionale. Lo scopo è quello di togliere i passeggeri dalla zona bassa dell'auto, parte notoriamente più pericolosa negli impatti laterali con altri veicoli. L'MCC è inoltre dotata di sedili con schienali integrali realizzati in lamina d'acciaio i quali non si spezzano ma si deformano in meniera programmata. Infine il posto del passeggero essendo arretrato di 15,5 cm rispetto a quello del conducente impedisce che nella collisione laterale i due occupanti vengano ad urtarsi. Un'arma in più per l'incolumità dei passeggeri.

Esteticamente i "Bodypanels" precedentemente accennati, essendo in materiale plastico, sono particolarmente resistenti e flessibili ad urti di lieve entità. La colorazione in profondità delle superfici, in caso di graffi, permette di non perdere la tinta originale dell'auto rendendo meno evidenti eventuali "contatti" sulla carrozzeria

Tutto molto bello? Già, ma non è ancora finita perchè le stesse superfici in materiale plastico possono essere interamente sostituite in un'ora!

La Smart è infatti la prima vettura al mondo ad essere dotata di pannelli intercambiabili e come un camaleonte può essere vestita e rivestita a vostro piacimento! La volete rossa, gialla, blu? Il gioco è fatto.

Dopo una breve analisi sulla sicurezza, passiamo ora all'interno vettura.



Abitacolo per due:

 Interni

Cruscotto  

Nessun compromesso, niente finti 2+2 dove poi chi sta comodo sono solo i passeggeri anteriori e quelli posteriori assolvono al compito di posti di "fortuna". La Smart nasce per guidatore e passeggiero. Attorno a loro è stato costruito un abitacolo straordinariamente ampio, confortevole ed ergonomico. Lo si percepisce già dalla portiera che con una lunghezza di ben 125 cm (su 250 cm di lunghezza totale dell'auto) pemette un facile accesso a chiunque. La seduta che è posta in alto grazie alla struttura a "Sandwich" permette una migliore visuale del traffico rispetto ad una vettura tradizionale, coadiuvata da grandi supefici vetrate a da specchi di discrete dimensioni. Cruscotto ampio con display multifunzione e visualizzazione della marcia inserita, leva del cambio precisa e di piccole dimensioni, volante diretto, sedili ergonomici traforati e poggiatesta integrati assicurano una perfetta sistemazione del guidatore. Volante, pedaliera, sedile tutto è ben allineato evitando al corpo di assumere posizioni scorrette di seduta.
Ottima cura dei tessuti, a mio parere straodinaria la fattura dei sedili, pulsanti secondari e leve della climattizzazione di facile utilizzo, capienti e consistenti vani portaoggetti permettono di familiarizzare velocemente con l'auto e di viverne la sua praticità. Non da meno il bagagliaio ad apertura elettrica sia con pulsante interno all'auto che tramite telecomando. Rivela una capienza di 150 litri fino all'altezza del finestrino posteriore, 260 l. se si riempie fino al tetto e quasi 500 l. con anche lo schienale del passeggero reclinato. Niente male! Comoda la possibilità di aprire solamente il cristallo posteriore per ottenere l'accesso al bagagliaio senza quindi sganciare la ribaltina posteriore

Dunque sicura, pratica, comoda.....il progetto Smart sta prendendo forma. Cosa manca? 

La meccanica.

Già, perche gli ingegneri che hanno sviluppato Smart con l'intento di equipaggiarla con un motore per la mobilità urbana sono andati ben oltre le nostre attese.

Il risultato ottenuto:

Due motori a tre cilindri, dotati di turbo. Benzina con tre livelli di potenza e diesel CDI.

Le tabelle sottostanti riportano le caratteristiche principali dei propulsori:





Motori Benzina


Smart&Pure Smart&Passion Smart&Pulse

Cilindrata (cm3)

599

599

599

Numero cilindri

3

3

3

Peso motore (Kg)

59

59

59

Potenza max. in KW (CV)/giri/min

33 (45) / 5.250

40 (55) / 5250

45 (61) / 5250

Coppia max. in Nm (Overboost) /giri/min

70 / 3.000

80 (88) / 2000-4500

88 / 2250-4500

Valvole per cilindro

2

2

2

Candele di accensione per cilindro

2

2

2

Accelerazione 0-60 Km/h in s. Softip/Softouch

7,2 / 8,2

7,0 / 7,7

6,6 / 7,4

Accelerazione 0-100 Km/h in s. Softip/Softouch

18,9 / 19,7

17,2 / 17,5

16,6 / 17,1

Velocità massima km/h (limitata elettronicamente)

135

135

135



Motori diesel

 

Smart CDI

 

Cilindrata (cm3)

799

Numero cilindri

3

Peso motore (Kg)

69

Potenza max. in KW (CV)/giri/min

30 (41) / 4200

Coppia max. in Nm (Overboost) /giri/min

100 / 1800-2800

Valvole per cilindro

2

Candele di accensione per cilindro

-

Accelerazione 0-60 Km/h in s. Softip/Softouch

7,8 / 8,2

Accelerazione 0-100 Km/h in s. Softip/Softouch

19,8 / 20,8

Velocità massima km/h (limitata elettronicamente)

135

I dati riportati sono quelli dichiarati dal costruttore


I dati parlano da soli. I motori della smart sono gioiellini tecnologici battezzati "SUPREX". Realizzati in alluminio sono caratterizzati da bassi consumi e facilità di manutenzione. I costi di gestione sono molto bassi e il consumo di carburante ridotto, specialmente per la versione diesel.

Ad un motore tanto interessante sotto l'aspetto tecnico non poteva che corrispondere un cambio altrettanto rivoluzionario. l'MCC adotta di serie un meccanismo sequenziale automatizzato a sei marce chiamato "SOFTIP". La particolarità consiste nella mancanza del pedale frizione. Per inserire la marcia basta agire sulla leva (oppure recentemente come optional sulle "palette" del comando al volante) in avanti (+) per salire di rapporto ed indietro (-) per scalare. Semplicissimo e immediato. Nelle versioni al top di gamma al sequenziale viene abbinata la possibilità della cambiata completamente automatizzata "SOFTOUCH". La Smart si comporterà in tal caso come una normale vettura automatica lasciando al guidatore la sola gestione di acceleratore e freno. Niente più stress dei cambi marcia. Un toccasana per chi ha a che fare con il traffico e i semafori delle grandi città.

La Smart è pronta. 


Rimane però un ultimo aspetto curioso da analizzare: lo "Smart Center"

  CambioSoftip/Softouch

 

   La Smart Tower

E' la parte conclusiva del progetto MCC, il punto di contatto tra l'automobile e i suoi futuri compratori. Come c'era da aspettarsi, il centro vendite, a parità della vettura è una struttura dal design singolare, lontano dai canoni classici dell' autosalone. Il fabbricato, di forma circolare è composto principalmente da grandi vetrate impiegate per far entrare quanta più  luce possibile. Il risultato è un ambiente  luminoso e ben visibile, con scrivanie ad arredi in legno, pannelli e schermi computer che rendono il posto classico e tecnologico allo stesso tempo. Particolatità dei 25 "Smart Center" presenti in Italia è il collegamento on-line tra loro e con la fabbrica di Hambach, in tal modo si evitano intermediari nella vendita e si possono avere con  certezza tempi e consegna dell'auto ordinata, oltre che di facilitarne la ricerca tra quelle disponibili sul territorio nazionale. A caratterizzare l'autosalone vi è inoltre la presenza di un settore dedicato al merchandising dove si possono acquistare i gadget della linea smart.

La stuttura circolare appena descritta è affiancata da una torre, anche lei realizzata in acciaio e vetro, denominata "Smart tower". Tale costruzione, alta alcune decine di metri, assolve alla funzione di richiamo verso lo stesso "Smart Center" ed essendo costruita uguale in tutti i paesi Europei si candida ad elemento universale per il facile riconoscimento di uno dei suddetti punti vendita. A tanta spettacolarità corrisponde un aspetto funzionale.

Le MCC custodite all'interno della torre non fungono solamente da pubblicità al marchio ma possono essere scelte, targate e vendute  proprio come quelle disponibili all'interno del salone e nei piazzali antistanti. Un ingegnoso sistema meccanico provvederà a prelevare la vettura e a scaricarla a terra pronta per essere usata. Geniale!

Completano questo straordinario complesso l'officina ricambi e manutenzione.

Quello che avete letto è a  grandi linee  lo sviluppo di MCC. Una vettura unica sia nell'estetica che nella tecnica. La data di commercializzazione, fu fissata in Italia per il 10 Ottobre 1998. Al momento del lancio si resero disponibili solo i modelli Pure e Pulse, mentre solo in un secondo momento venne introdotta anche la più ricca Passion. Nel 2000 la gamma si amplia con l'introduzione della versione Cabrio, proposta negli stessi allestimenti della "berlina" ed in entrambe le motorizzazioni benzina e diesel. Quest'ultima versione della Smart oltre al tetto in tela è riconoscibile dalla differente fanaleria anteriore (con i gruppi ottici elissoidali simili a quelli della Mercedes-Benz classe C  II serie) e posteriore.

Il 2002 è un'altro anno importante per l'evoluzione dei modelli Smart.

La City-Coupè che dal 1998 non aveva ricevuto sostanziali cambiamenti, viene rinnovata nell'estetica e negli equipaggiamenti. La fanaleria anteriore riceve gli stessi proiettori elissoidali della versione Cabrio e tra le motorizzazioni spunta il motore benzina portato a 45 KW (61 CV) prerogativa esclusiva della versione Pulse. Migliore cura nella realizzazione degli interni e particolari pregevoli come volante e pomello del cambio rivestiti in pelle, di serie sulla versione Passion.

Nel mese di Luglio di quest'anno, dopo l'apparizione al salone di Ginevra 2001 come concept-car, viene finalmente commercializzata la Smart Crossblade, ulteriore variante della piccola MCC.

Basata sulla linea della versione Cabrio, la Crossblade è stata dotata di pannelli appositamente progettati e ridisegnati. Gli sportelli sono stati eliminati e sostituiti da due barre in acciaio con apertura verticale. Anche la stessa Tridion è stata modificata e resa più rigida per sopperire alla mancanza di lamiera delle versioni "convenzionali". Le plastiche ed i pannelli esterni, ridotti al minimo faticano a contenere i nuovi cerchi in lega a tre razze con pneumatici da 16" mentre il frontale vede l'inserimento di un piccolo parabrezza alto pochi centimetri che ne caratterizza sportivamente la vettura, facendo assomigliare la Crossblade ad una piccola "Barchetta".

Gli interni, apparentemente simili alle vetture tradizionali, sono stati studiati per sopportare gli agenti atmosferici visto la totale mancanza di una ben che minima copertura. I sedili sono  ricoperti di tessuto impermeabile e il pavimento della vettura è dotato di apposite fessure per far scolare l'acqua che eventualmente potrebbe accumularsi dopo un temporale. La plancia ricalca il disegno originale della City-Coupè  con la radio e l'impianto di riscaldamento mentre sono assenti orologio e contagiri perchè i tecnici non sono riusciti a rendere interamente impermeabili questi due accessori.

La Crossblade adotta un'ulteriore potenziamento del motore turbo benzina Suprex che in questa configurazione raggiunge i 74 CV a 5470 giri/min. e una coppia massima di 108 Nm a 2200-3500 giri/min. Come per le altre Smart la velocità massima rimane di 135 Km/h autolimitata.

Se ve ne siete innamorati, sappiate che questa simpatica vettura verrà prodotta in una serie limitata di 2000 esemplari in 2 anni ad un prezzo di circa 25.000 Euro.





Smart Crossblade


 

                             

Il 2003 è l'anno della svolta per la casa costruttrice tedesca.

A marzo viene presentata la Smart 2Nd Generation, primo importante restyling sull'auto. Se esteticamente differisce pochissimo dal modello 2002 (è riconoscibile dal logo della casa che appare come una ruota assieme ad una freccia sul cofano anteriore al posto del tradizionale adesivo) internamente sono state fatte molti cambiamenti.  Si sono migliorati gli aspetti su cui la Smart aveva le maggiori carenze. Le cilindrate dei motori sono aumentate da 599 cm3 a 698 cm3 con un'incremento di 5 CV (37 KW) per la versione pure e di 6 CV (45 KW) per i modelli pulse e passion. Invariati i dati rispetto ai motori Cdi.
Sotto il profilo del confort  la vettura è più morbida ed assorbe meglio le aspetità del terreno. Per fare questo i tecnici  Smart sono intervenuti sulle sospensioni modificandone un po' la geometria ed alzandone la corsa disponibile. Il cambio ha subito una riprogrammazione per velocizzare le scalate ed è stato introdotto l'ESP, sistema elettronico che ha definitivamente risolto problemi di stabilità che affliggevano le vecchie smart in particolari situazioni di guida.
L'ampliamento della gamma Smart non finisce qua. Nel Maggio dello stesso anno vengono lanciati due nuovi modelli, la Roadster e la Roadster Coupè.





Smart Roadster 

Entrambe le vetture, completamente differenti dalle Smart attuali, rappresentano la consacrazione del marchio come casa costruttrice multiprodotto. Non solo city car, ma da oggi anche auto sportive.
Pur mantenendo la cellula tridion come elemento trainante del trend Smart, le nuove vetture sono concettualmente e dimensionalmente l'ontane dalle note MCC. Con dimensioni di 3 metri e 43 Centimetri di larghezza, 1, 61 di larghezza e 1,19 di altezza, fanno subito intuire la loro vocazione; lontana delle città e dai piccoli spazi. Non più un'auto prettamente razionale atta alla mobilità nei piccoli spazi, bensì un veicolo che ha come obbiettivo primario il piacere di guida.
Le nuove auto, per completamente estranee dal concetto MCC, riprendono solizioni stilistiche e tecnologiche che oramai fanno parte del marchio Smart. Così, anche questa volta, la cellula tridion fa bella mostra di se come elemento stilistico e portante della vettura. ancora una volta la cellula di sicurezza svolge una doppia funzione come per le piccole City-coupè e viene proposta in ambedue le varianti di colore nero e  argento. La stessa carrozzeria viene realizzata in pannelli di resina termoplastica come la "piccolina" di famiglia e la parte meccanica condivide moltissimi elementi del già collaudato know-how della Smart.
Al retrotreno, dove abbiamo la trazione, viene adottato un ponte de Dion. Il motore che equipaggia le nuove Roadster e Roadster-coupè è il collaudato tricilindrico turbo sistemato in posizione centrale. Due le potenze disponibili: 45 KW (61 CV) e 60 KW (82 CV) entrambe ottenute portando il propulsore Suprex a 698 cm3.
I valori di per se non sembrano ecclatanti, ma bisogna tenere in considerazione la massa della vettura: 790 Kg.
Questo vuol dire per la versione più potente ci sono 13,2 Kg/Kw (9,6 Kg/CV) calori certamente favorevoli per un'auto sportiva che dichiara 10,9 secondi nel passaggio da 0-100 e 175-180 Km/h di velocità massima.
Anche per questi due nuovi modelli vengono impiegati i cambi Softip/Softouch già in uso sulla Smart, riprogrammati e nettamente migliorati in inserimento e scalata di marcia per velocizzare le orerazioni e renderli consoni al tipo di vetture.
Da segnalare per la Roadster la possibilità di impiegare due tipi di tetto differenti denominati "Softop" ed "Hardtop" che concentono la trasformazione della vettura in coupè o lasciarla in allestimento "Targa" con superfice in tela.

I prezzi partono da 15.501 Euro ffino ad un massimo di quasi 22.000 Euro optional esclusi. Di serie su tutte le vetture troviamo di doppio air-bag, ABS, controllo di stabilità e trazionecerto popolari. Si parla di oltre 25.000 Euro per la Forfour.Nella seconda metà del 2003 la Brabus, azienda nota al marchio Mercedes-Benz per le preparazioni estetiche e motoristiche delle sue vetture, annuncia la realizzazione di un numero limitato e molto particolare di Smart Roadste-Coupè. Si tratta in tutto di una decina di esemplari sotto forma di prototipi creati per festaggiare i 100 anni di sport automobilistico a Stoccarda. La particolarità di queste auto risiedono nella meccanica. Il motore è ora un 1600 cm3 a V di 60° ottenuto dall'unione di due motori di serie montati normalmente sulle vetture. Diventa quindi un 6 cilindri biturbo. Il tutto si traduce in una potenza di 160-170 CV che permettono alle vetture di raggiungere i 100 Km/h in 6 secondi.....bello, vero? :-D
Interessante è il fatto che per far posto al motore il serbatoio carburante si trova ora nel frontale dell'auto, annullando di fatto entrambi i bagagliai della vettura. Se le vetture entrassero veramente in produzione, il prezzo potrebeb aggirarsi intorno ai 40.000 Euro.

Il marchio Smart e le sue vetture sono oramai affermate nel panorama mondiale dell'automobile. Il crescente fatturato, una gamma di prodotti e servizi in espansiaone, un solido gruppo come Daimler-Chrysler alle spalle, fanno si che la recente storia delle "auto in plastica" sia oramai una certezza nel panorama automobilistico mondiale. Lo dimestrano anche i piani di commercializzazione delle vetture che oltre all'Europa ora sono presenti anche in Australia, Giappone (con la Smart-K) e Stati Uniti.

Consapevoli delle loro capacità, la Smart ha presentato in anteprima mondiale al salone dell'auto di francoforte 2003 un nuovo modello destinato a cambiare le sorti del marchio: la ForFour. Si tratta della prima auto del gruppo ad essere progettata per ospitare 4 persone e che per dimensioni e motorizzazioni la colloca nell'affolato e agguerrito segmento B delle vetture.

Aprile 2004, presentazione ufficiale.


La sfida ora, non è più abbattere lo scetticismo della gente nei confronti di auto dotate di soli due posti, bensì convincere i potenziali aquirenti che da oggi le Smart saranno anche auto tradizionali nella concezione e nella realizzazione. Per fare questo la casa tedesca cotruisce la nuova vettura in collaborazione con la Mitsubishi, partner del gruppo Daimler-Chrysler. Per la marca giapponese la nuova vettura, costruita su di un pianale comune rappresenta la nuova generazione della Colt.

Sembra un accordo fruttuoso per entrambe le case ma a poco più di un mese dalla presentazione della Forfour la DaimlerChrysler dichiara di voler vendere la sua quota di Mitsubishi Motor.

La linea della Nuova ForFour utilizza nuovamente la cellula Tridion come elemento estetico e distintivo della casa. All'interno sono ripresi elementi già visti sulle MCC come l'orologio e il contagiri separati dalla strumentazione e posizionati sulla plancia centrale. Anche il sistema audio, il navigatore satellitare e la climatizzazione vengono realizzati con la componentistica già presenti su alcuni modelli della Mercedes-Benz. Per i motori sono presenti tre unità a quattro cilindri benzina con cilindrate di 1.1, 1.3 e 1,5 cm3 (potenze da 75 a 109 CV) e due turbodiesel di 1.5 cm3 con potenze di 68 e 95 CV. Per il cambio si può scegliere tra un manuale a 5 marce od il Softip a 6 rapporti sequenziale ulteriormente migliorato al già discreto maccanismo impiegato per la Roadster.

In concomitamza con la presentazione del nuovo modello, la Smart decide di cambiare nome alle piccole city-coupè e cabrio che ora diventano For-Two. Il modello resta praticamente invariato rispetto alla 2nd generation.

Marzo 2005, nuovi modelli per Forfour.

In occasione del salone dell'auto di Ginevra, Smart lancia 2 nuove motorizzazioni per la quattro porte.
La gamma di questo modello si arricchisce di un allestimento "entry-level" denominata "pure" mosso da un tricilindrico, 1.0 litri da 64 CV. L'equipaggiamento comprende ABS e 4 air-bag ad un prezzo di 10.745 Euro.
Dotando l'auto di climatizzatore (versione "clima") il prezzo diventa 11.545 Euro.
Anche l'allestimento pulse viene arricchito con il climatizzatore nella dotazione di serie, senza aumento di prezzo.
Questa nuova politica di prezzi sembra quindi voler allargare la famiglia Forfour verso il basso, per permettere una più seria competizione con i costruttori europei.

Di tutt'altro target invece gli allestimenti Brabus proposti sia per Forfour, sia per Roadster.
All'interno del vano motore il famoso preparatore tedesco ha inserito un'unità di 1.500 cc con potenza di ben 177 CV.
Prestazioni all'apice della categoria dunque, che strappano nel caso della berlina una velocità massima di 220 Km/h e il passaggio da 0-100 Km/h in  meno di 7 secondi (dati dichiarati dal costruttore).

Da parte mia non posso che essere entusiasta di questa notizia, soprattutto per la Roadster che finalmente avrà un motore adeguato alla bontà del telaio. I prezzi però non sono






Matteo Gr. 2005